07 · Cortometraggio
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PING

Quando il mondo fuori continua a esistere, ma non riesci più a raggiungerlo.

2026 · — · Regia Daniele Sdanghi

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Il film

PING · 2026 · Guarda su YouTube

01 — La storia

Sinossi

Horror psicologico / Dramma sociale

Un ragazzo vive chiuso nella propria stanza, progressivamente separato dal mondo esterno. La sua quotidianità è scandita dal silenzio, dalla luce degli schermi e da una serie di gesti ripetuti. Fuori dalla porta esiste una realtà alla quale non riesce più — o non vuole più — appartenere.

Poi arriva un suono. Ping. Una semplice notifica interrompe il silenzio della stanza.

Da quel momento, ciò che sembrava essere soltanto isolamento comincia a trasformarsi in qualcosa di più inquietante. Il telefono diventa una finestra verso l'esterno, ma anche uno strumento capace di alimentare ansia, paura e ossessione. La percezione del protagonista inizia lentamente a deformarsi. La stanza, inizialmente rifugio, diventa una prigione mentale.

Tra notifiche, silenzi e una realtà sempre più difficile da distinguere dalla propria percezione, Ping racconta l'hikikomori attraverso il linguaggio dell'horror psicologico.

Un racconto sull'isolamento, sulla solitudine e sul paradosso di una società sempre connessa, nella quale essere raggiungibili non significa necessariamente essere presenti.

02 — Lo sguardo

Note di regia

Daniele Sdanghi

01

La stanza come mondo

Ping nasce dalla volontà di raccontare l'hikikomori non attraverso una semplice rappresentazione sociale, ma attraverso una dimensione profondamente psicologica. La stanza diventa il mondo del protagonista: un luogo inizialmente sicuro che, lentamente, perde la propria funzione di rifugio e comincia a trasformarsi insieme alla sua mente.

02

L'horror come strumento reale

L'horror diventa quindi uno strumento per raccontare qualcosa di estremamente reale. Il vero elemento perturbante non è necessariamente ciò che si trova fuori dalla porta, ma la progressiva incapacità di distinguere il mondo esterno dalla propria percezione.

03

Il suono di una presenza

Il ping di una notifica, normalmente associato alla comunicazione e alla connessione, diventa il simbolo di una presenza ambigua: qualcuno sta cercando di entrare nella vita del protagonista, ma quella stessa connessione può diventare fonte di paura e ossessione.

04

Un'esperienza claustrofobica

Con Ping ho cercato di costruire un'esperienza claustrofobica nella quale lo spettatore non osservasse semplicemente l'isolamento del protagonista, ma fosse costretto a viverlo insieme a lui.

03 — Il film

Scheda tecnica

Regia
Daniele Sdanghi
Sceneggiatura
Daniele Sdanghi
Produzione
Rotta Creativa
Anno
2026
Genere
Horror psicologico · Dramma sociale
Camera
Sony α7S III
Stato
Inedito

04 — Il regista

Daniele Sdanghi

Messina, Sicilia

Daniele Sdanghi è un regista, filmmaker e produttore audiovisivo siciliano. Il suo lavoro attraversa cinema di finzione, documentario e narrazione sociale, con una particolare attenzione alle storie legate all'identità, alla memoria, al territorio e alle contraddizioni della contemporaneità. Attraverso Ping, affronta il tema dell'hikikomori utilizzando il linguaggio dell'horror psicologico, trasformando uno spazio quotidiano in un ambiente claustrofobico nel quale realtà e percezione finiscono per confondersi.